Ho iniziato a fotografare quando le parole hanno smesso di bastarmi.
Non sapevo dire come stavo,
né dare un nome a ciò che vedevo:
era tutto lì, presente, ma senza voce.
Allora ho lasciato che fossero le immagini a parlare,
che la luce dicesse per me,
che le ombre custodissero ciò che non riuscivo a spiegare.
Ogni scatto è diventato un tentativo,
un frammento di verità,
un modo silenzioso di esistere e raccontarmi.
Forse non è un linguaggio che chiarisce,
ma uno che si avvicina a ciò che sono.